Come stampare le foto


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Ha senso scattare miliardi di foto se poi non le si può guardare e rimirare?
Nell’epoca del digitale, possiamo visualizzare i nostri scatti attraverso un sacco di supporti: cornici digitali, televisioni, proiettori, tablet, smartphone, computer.
Che ruolo ha la stampa in quest’epoca?
Tratto dal blog FotoComeFare 

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Come costruire un blog fotografico con wordpress


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Perchè usare WordPress per un sito fotografico?

Tratto dal blog Lucidistorte
Iniziamo dall’inizio: WordPress è una piattaforma di blogging gratuita nata come tale, che negli ultimi anni ha rivoluzionato la sua struttura per adattarsi alle esigenze di tutti coloro che vogliono unire la praticità del suo pannello di controllo, dei suoi infiniti plugin, con la realizzazione di un sito vero e proprio…che di blog può anche non avere nulla.
Per esempio, potrete utilizzare WordPress per costruire il vostro sito web e utilizzare la parte di blogging solo per aggiornamere la sezione ‘news’. Di certo nessuno vi obbliga ad aggiornare costantemente le pagine.

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Il colore: dallo scatto alla stampa


Tratto dal Blog Fourlights
Gestire al meglio il colore ormai non è più cosa ardua grazie ai comandi presenti sulle moderne fotocamere e nel software delle stampanti; vediamo come iniziare con il piede giusto.

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4 accorgimenti per usare meglio la maschera di contrasto – parte 3


el greco_01230, scuola di fotografia, clubfotografia.com

Fig.1: El Greco, volendo evidenziare la mano destra di Cristo sullo sfondo della Croce e non avendo Photoshop a portata di mano, ha risolto il problema con la “tecnica del doppio alone”… siamo alla fine del ’500

Articolo tratto dal blog Club fotografia
L’ultima volta
, abbiamo visto come uno dei trucchi adottati dalla nostra maschera di contrasto consista nell’eliminazione dei cosiddetti “pixels intermedi” (quelli, cioè, di tonalità transitorie tra zone di un colore e zone di un altro – meglio: tra aree più scure e aree più chiare) così da incrementare la sensazione di contrasto/nitidezza complessiva dell’immagine. Un altro efficacissimo escamotagemesso in atto da questo scaltrissimo filtro – e anch’esso finalizzato ad esagerare le transizioni, luminose e cromatiche, per focalizzare meglio il tutto – è quello di creare dei veri e proprio bordi lungo i contorni dei soggetti (una sorta di “aloni” piuttosto marcati): uno nero ed un secondo più chiaro. Niente di nuovo, i pittori lo hanno fatto per secoli: El Greco (1540-1614) non usava Photoshop, ma sapeva tutto di questa tecnica (vedi fig.1). Per i disegnatori di cartoni animati e fumetti, poi, è una cosa all’ordine del giorno.

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Nitidezza e Photoshop: binomio indissolubile (la maschera di contrasto) – parte 2

porsche low BEF 300x198 Nitidezza e Photoshop: binomio indissolubile (la maschera di contrasto)   parte 2

foto n.1: scansione da negativo prima dell’applicazione della maschera di contrasto

Tratto dal blog Club fotografia
L’utilizzo della funzione maschera di contrasto presente in Adobe Photoshop (o strumenti analoghi in altri programmi di fotoritocco) è diventata pratica comune per chiunque si diletti a elaborare le immagini in fase di post-produzione. Non mi è mai capitato di vedere una foto digitalizzata (scattata o acquisita tramite uno scanner) che non avesse bisogno anche solo di un leggero aumento della nitidezza: sia per recuperare parte della vivacità originale perduta durante il processo di ritocco, sia per correggere una fotografia lievemente fuori fuoco, possiamo dire che la finestra di dialogo maschera di contrasto sia diventata, un po’ per tutti, una sorta di passaggio obbligato (anche se molti stentino ancora ad ammetterlo…). Per chi ha una certa familiarità con le “cose vecchie”, forse si ricorderà che con il termine “maschera di contrasto ” s’intendeva una tecnica utilizzata in camera oscura con cui si creavano una versione “sfocata” e una “non sfocata” della stessa immagine; quest’ultima, poi, veniva sovrapposta alla prima e si stampava la foto. Come risultato avevamo un’immagine che presentava dei bordi più chiari, più nitidi (un po’ come se avessimo posizionato una specie di luce di contorno dietro ogni elemento della scena). Ma queste sono cose che non si fanno più… vediamo invece che si combina di questi tempi.

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Foto più nitida – parte 1

C0755c low 200x300 Foto più nitida   parte 1foto n.1: la nitidezza assoluta? certo, quando luce e soggetto “piatto” lo consentono (ph.: A. Lo Torto per Ata-De Martinis, 2002)

Tratto dal blog Clubfotografia
In una fotografia la nitidezza del soggetto è basilare, al punto che molti, quando analizzano certe caratteristiche come il bilanciamento del bianco o la conservazione dei dettagli delle alte luci, tendono a considerarlo come un fatto scontato. Ma non è così. D’accordo, se le intenzioni sono quelle di ottenere fenomeni particolari, compiere esperimenti o realizzare effetti impressionistici potete anche non tenerne conto ma, in genere, la precisione della messa a fuoco del soggetto di un’immagine è assolutamente necessaria.

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